In Corso Umberto 220, nel centro di Cinisi, si trova la vera casa di Peppino Impastato, l’attivista che dedicò la propria vita alla denuncia pubblica dei crimini di Cosa Nostra. Prima di essere una location cinematografica, questa fu la casa reale in cui Peppino crebbe e dove maturò la sua coscienza civile e politica. Davanti a questi scalini ancora immutati, Luigi Lo Cascio, nel film I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana, recita uno dei momenti più celebri e intensi del cinema italiano: il “monologo dei cento passi”, in cui Peppino misura la distanza che separa la sua abitazione da quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti, detto “Tano Seduto”.
Nel film, la casa del boss non è quella reale, situata al civico 183, ma un edificio scelto per motivi scenografici al civico 79 dello stesso corso. La scelta, pur simbolica, conserva tutta la forza drammatica della realtà: pochi passi che diventano confine tra due mondi, tra libertà e paura, tra parola e potere.Oggi la casa di Peppino è visitabile come Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, luogo di raccoglimento, divulgazione e testimonianza civile. La visita offre un contatto diretto con la storia di un giovane che trasformò la ribellione in impegno, a pochi metri da quel marciapiede che continua a raccontare, ogni giorno, la distanza più breve e più lunga della storia italiana recente.
