Nel film I cento passi (2000), diretto da Marco Tullio Giordana, la vetta di Monte Pecoraro — la grande montagna che domina Cinisi e la sua costa — diventa teatro di una delle sequenze più significative e poetiche del film. Qui, Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio) e l’amico Salvo Vitale (Paolo Briguglia) scattano fotografie all’autostrada in costruzione, denunciando l’infiltrazione mafiosa nei cantieri e riflettendo sul valore della bellezza come forma di resistenza civile.

In questa scena, la montagna si trasforma in un punto di osservazione simbolico: da un lato la natura incontaminata, dall’altro la distesa di cemento che avanza. Peppino e Salvo parlano di come difendere la bellezza significhi difendere la legalità, opponendosi all’abusivismo e alla distruzione del paesaggio. La loro conversazione, sospesa tra cielo e mare, riassume lo spirito del film — la convinzione che l’impegno civile nasca dallo sguardo, dalla capacità di vedere e denunciare ciò che altri fingono di non vedere.

Oggi, Monte Pecoraro resta un luogo di straordinario valore paesaggistico e civile, sebbene poco accessibile. Dalla sua sommità si apre una veduta che abbraccia Cinisi, Terrasini e il mare del Golfo, un panorama che invita alla stessa riflessione di Peppino: custodire la bellezza come gesto politico.Chi desidera raggiungere la zona può percorrere il sentiero che parte da contrada Pozzillo, portando con sé acqua e scarpe da trekking. Al rientro, una sosta alla Trattoria del Golfo (Via Venuti, 42) permette di assaporare un piatto di busiate al pesto trapanese.