In Nuovo Cinema Paradiso (1988), capolavoro di Giuseppe Tornatore, Cefalù non interpreta sé stessa, ma diventa la “marina” di Giancaldo, il paese siciliano immaginario in cui si svolge la storia di Totò e Alfredo. È qui, tra le case dei pescatori e il rumore del mare, che viene allestita l’arena estiva del Cinema Paradiso: sullo schermo scorrono le immagini di Ulisse (1954), con Kirk Douglas e Silvana Mangano, mentre in platea siedono gli spettatori, e in acqua, poco più in là, i pescatori assistono al film illuminati dalle loro lampare.
La scena, tra le più poetiche del cinema italiano, restituisce la magia del rapporto tra cinema e comunità, e la forza di un luogo che sa trasformarsi in mito. Le case color sabbia del borgo marinaro, le barche in legno e la luce del tramonto che si riflette sull’acqua restano immutate ancora oggi, diventando parte del patrimonio culturale e identitario della Sicilia.
Passeggiando tra i vicoli che scendono verso il mare, si ritrovano gli stessi scorci che Tornatore trasformò in pellicola: la spiaggia del molo vecchio, il profilo del Duomo sullo sfondo, e la gente che ancora vive la città come un teatro all’aperto. Dopo la visita, vale la pena fermarsi alla Trattoria da Nino, affacciata sul porto vecchio, per gustare una zuppa di pesce o una pasta con le sarde, piatti che raccontano la continuità tra la vita reale e quella che il cinema ha reso eterna.
